Il Garante della Privacy a tutela dei TikTokers

Non ha ancora compiuto tre anni e i suoi giovani utenti, i TikTokers, hanno raggiunto in tutto il mondo numeri da capogiro, ha superato, quanto a numero di iscritti, i più noti e ormai “diversamente giovani” social, quali Instagram, Facebook. Di chi parliamo? Beh proprio di lui, del tanto chiacchierato social di ultima generazione TikTok. I numeri sono giustificati dall’età anagrafica degli utenti? Dal periodo di chiusura obbligata?  E’ possibile, ma questa impennata di iscrizioni rappresentata dal 90% di minori cos’altro nasconde?

TikTok non è solo un luogo dove i bambini/fanciulli esprimono la propria creatività pubblicando brevi video, è principalmente il luogo dove i minori vengono esposti al rischio di furto di dati, al rischio di entrare a far parte delle cosiddette “sfide social”. Sfide estreme che si rivolgono proprio ai bambini, a chi non ha ancora capacità di discernimento. TikTok è sicuramente il più giovane dei social e certamente ha al suo attivo gli utenti più giovani ma, nonostante la sua giovane età, è già incorso in problemi legali connessi alla violazione della privacy e al suo attivo ha anche una multa di ben 5,7 milioni di dollari.

Per i bambini iscriversi a TikTok è semplicissimo, riescono a farlo persino senza la necessità di dover chiedere il permesso ai genitori, vuoi mettere! Fra le istruzioni e le condizioni richieste per l’iscrizione a TikTok si legge candidamente che per iscriversi bisogna avere almeno 13 anni; vero, il monito è ripetuto più di una volta, ma tanto è sufficiente ad indurre un bambino a desistere dal desiderio di far vedere ai propri amici quanto sia bravo a cantare e a ballare? No, un bambino non desiste, un bambino non è in grado di vedere il male oltre lo schermo.Prova ne è, da ultimo, la storia di Antonella.

In soccorso dei bambini e delle loro famiglie è intervenuto il Garante della Privacy, una prima volta nel dicembre 2020 quando ha aperto un formale procedimento nei confronti di TikTok, nell’occasione al social network è stata contestata la violazione di alcune disposizioni del Regolamento sulla protezione dei dati, non tutelando adeguatamente i minori. Il Garante della privacy ha correttamente osservato che il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni, stabilito dal social network, risulta infatti facilmente aggirabile una volta che si utilizzi una data di nascita falsa. TikTok di conseguenza non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy italiane che, attenzione, per l’iscrizione ai social network richiedono il consenso autorizzato dei genitori o di chi ha la responsabilità genitoriale del minore che non abbia compiuto 14 anni.

Nel Gennaio 2021, a seguito dell’episodio che continua a ridondare nella mente di ogni genitore, il Garante è intervenuto, ai danni di TikTok, con una vera e propria limitazione del trattamento dei dati di utenti che si trovino sul territorio italianoper i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico. Tanto è stato fatto in applicazione dell’art. 38 del Regolamento sulla protezione dei dati, in base al quale i minori meritano una specifica protezione relativamente ailoro dati personali in quanto possono essere meno consapevoli dei rischi, delle conseguenze e delle misure di salvaguardia, nonché́ dei loro diritti, soprattutto quando, come nel caso di specie, la raccolta dei dati personali dei minori avviene all’atto dell’utilizzo di servizi forniti direttamente a questi ultimi.

E dell’art. 25 (paragrafo 1), del Regolamento che impone al titolare del trattamento di implementare adeguate misure tecniche e organizzative volte ad attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati al fine di soddisfare i requisiti del Regolamento e per proteggere i diritti degli interessati. Detta limitazione è stata disposta fino al 15 febbraio 2021; il Social network ha 30 gg per rispondere e dare la propria chiave di lettura. Indipendentemente da quella che sarà la difesa di TikTok, ammesso che arrivi, il monito è e deve essere univoco: oggi i social network non sono in grado di accertare con sicurezza l’età degli iscritti, quindi, siccome non si può essere sicuri che ciascuno degli account presenti sul social appartenga davvero ad un maggiorenne, nessun dato relativo agli iscritti, da oggi e finché non verranno implementate misure ad hoc, potrà essere utilizzato dal social network.

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