social Tik Tok

Il potere del social. Da Trump a Tik Tok, le domande da porsi

Sono nati prima i social o le comunità? Non è che forse stiamo perdendo il focus della situazione? Quali sono le potenzialità e quali i rischi?

Ammettiamolo, parlare di social è parlare di potere. Un’enorme potere. In tutti i sensi. A mente fredda e dopo qualche tempo, mi sono posta dei quesiti. Come la filosofia mi ha sempre insegnato. Sono le domande e muovere il mondo, non le risposte.

Dopo il post del mio amico e collega Sergio Ragone, che vi consiglio di leggere qui,  mi sono fatta un’idea piuttosto precisa.

Analizziamo qualche fatto. Dopo l’inedito attacco alla Capitol Hill da parte dei sostenitori di Trump, Twitter decide non solo di revisionare alcuni post, ma addirittura di bannare il profilo dell’ex-presidente USA. E con il suo profilo ben 88 milioni di followers. Subito dopo, Facebook segue le orme dell’uccellino blu. Ora, quanti di voi hanno più seguito e sentito parlare di Trump, in Italia?

Che fine ha fatto Donald?

Che fine ha fatto Donald(?), verrebbe da chiedersi. E che fine ha fatto l’italo-americano vestito da brutta copia di un sioux? Puff! evaporati nel nulla. Niente male come controllo del potere. Good job Twitter (con molto sarcasmo).

Se Jack Dorsey abbia fatto bene o no a censurare il biondo della Casa Bianca, non spetta a me giudicarlo. Di certo tutto l’episodio non può cadere inosservato e la domanda sorge spontanea: quanto i social impattano sulla reputazione delle persone, perfino di uno degli uomini più potenti al mondo? Quanto influiscono sul comportamento di intere masse?

Tik Tok. Molte ombre e poche luci

Così come l’angoscia delle ultime notizie su Tik Tok non mi lascia indifferente. Sfide assurde fra ragazzini, l’ultima è quella di buttarsi sulle auto in corsa, in cui minorenni e non solo rischiano e perdono la vita.

Tik Tok, Twitter, Facebook e tutti gli altri sono solo strumenti. Come la radio durante il fascismo. Non era la radio ad essere sbagliata, ma l’utilizzo delle sue potenzialità. I social media sono uno specchio della cultura della nostra epoca, e di una cultura digitale che manca. Nei panni di genitore sono consapevole che non sono i ragazzini ad essere sbagliati e che ognuno di noi “adulti”, insieme alle scuole, dovrebbe iniziare a parlare di educazione digitale e a insegnarne rischi e opportunità.

Lati positivi o negativi?

Come professionista della comunicazione e del marketing, ho imparato che in ogni situazione ci sono lati positivi e negativi. E qui torniamo sul tema reputational risk management.

Lato negativo. Il fattore rischio reputazionale, sui social, è diventato talmente alto che è davvero impensabile pensare di sbarcare come professionista o azienda, senza una chiara strategia di branding. E per branding intendo un lavoro continuativo e sistemico di variabili interne ed esterne alle aziende. Dall’immagine a cosa pensano, scrivono e condividono sui social non solo i clienti ma anche gli impiegati, i fornitori… cioè tutti.

Lato positivo. Essere sui social significa esistere, essere reperibili per nuovi potenziali clienti, poter fare tornare a fare marketing “old school” ma con nuovi strumenti. Avere e curare una relazione one to one con i nostri utenti e assicurarci di trovarne di nuovi. Come si fa lo vedremo in un altro post, magari.

Oggi vorrei chiudere il post in maniera aperta con delle domande. Sai cosa si dice di te on-line e off-line? Cosa pensano le persone della tua azienda? Quanto ne sai delle persone che ti seguono? Chi sono? Cosa vogliono? Iniziamo da qui.

 

[Photo by Solen Feyissa on Unsplash]

 

Manuela Stefanelli
Imprenditrice, grafico pubblicitario, mamma di due bambini. Alla formazione umanistica unisce la passione per il digitale e per le arti grafiche. Appena laureata vince con lo Studio Viceversa il premio TP Emanuele Pirella per la Basilicata, con la campagna INAIL “La Protezione è naturale”. Oggi cura la brand identity di Bcc Basilicata, il credito cooperativo più grande della regione. È co-founder di Universosud, la società proprietaria di Comincenter

Share This

Copy Link to Clipboard

Copy