Marketing, the newtrain manifesto

Da Cluetrain a Newtrain Manifesto. Le nuove regole del marketing.

Arriva da un team di giovanissimi italiani il Newtrain Manifesto, la rivoluzione 4.0 delle regole per il marketing e le aziende.

Chi lavora nel marketing conosce perfettamente il Cluetrain Manifesto e le sue tesi. È un testo del 1999, redatto da Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger. Gli autori si sono ponevano l’obiettivo di analizzare l’influenza che Internet ha sui mercati e su tutti i soggetti che ruotano intorno ad essi. Sostenevano che Internet fosse diverso dai media tradizionali. La rete, infatti, permette alle persone di avere delle vere conversazioni “faccia a faccia” , che possono trasformare in modo radicale le pratiche commerciali tradizionali.

Proprio in questi giorni, scrollando lo stream di LinkedIn, leggo un post di Paolo Iabichino, ex chief executive di Ogilvy e premio Emanuele Pirella 2018 come miglior comunicatore, che inizia così:

“Il Cluetrain Manifesto si rinnova in 30 nuove tesi dedicate alle prossime sfide del mercato.”

 

30 punti, sintetizzati sotto l’etichetta “Newtrain Manifesto”, scritti da un team di giovani dai 29 ai 39 anni. Trenta tesi, tanti quanti sono gli anni che mancano al 2050, data ultima prima del collasso globale. 30 bullet point che imprese, grandi, medie, micro, di qualsiasi dimensione, a qualunque latitudine dovrebbero marchiare a fuoco sulle pareti dei loro uffici, per contribuire a dare il loro fondamentale contributo ad un pianeta che è di tutti.

 

Questo è l’ultimo treno che abbiamo per cambiare rotta.


Ne ho parlato anche su Comincenter: etica, scelta, relazione, sono queste le tre parole magiche del marketing anche secondo questo nuovo Manifesto. Se hai un’azienda e vuoi sopravvivere in questo mercato, la reputazione è il bene più prezioso che hai, ne parla anche il collega Antonio Candela in questo articolo. Il Newtrain Manifesto chiede alle aziende di fare le cose per bene.  

 

I trenta punti del Manifesto

L’eco-sostenibilità è un prerequisito per stare sul mercato. È una pretesa urgente e indispensabile, non potrà più essere un vanto pubblicitario o un’invenzione di marketing.

  1. La prima cosa di cui ci accorgiamo è quella che cercate di nascondere. Amiamo trasparenza, autenticità e rispetto. Non provate a manipolarci.
  2. Per anni ci avete studiato, analizzato, clusterizzato, ora tocca a noi: vogliamo conoscere ciò che siete, non quel che dite di essere. Vogliamo incontrare gli scopi del vostro agire, spogliatevi e lasciateci guardare.

  3. Se è vero che i dati sono il nuovo petrolio, non siate i nuovi petrolieri. Ce la fate a non inquinare anche il mondo digitale?
  4. Più big sono i vostri data, più small sarà il nostro consenso.
  5. Com’è che faceva quella canzone? What goes around comes around. Mettere a punto una filiera certificata e sostenibile è l’unico modo per stare sul mercato.
  6. La scelta delle materie prime e il trattamento delle risorse umane sono il vostro biglietto da visita, se vi siete sbagliati, riscrivetelo.
  7. In natura non esiste scarto, ogni cosa viene riutilizzata o riciclata: prendete esempio.
  8. Vogliamo prodotti di qualità, che durino nel tempo. Cominciate a produrli, altrimenti l’unica obsolescenza programmata sarà la vostra.
  9. Le intelligenze artificiali sono tra noi, non usate gli algoritmi per trasformarci nei vostri bancomat.
  10. I vostri lavoratori e le vostre lavoratrici possono diventare i vostri primi influencer. Nel bene e nel male.
  11. Il loro benessere e la loro soddisfazione sono specchio del vostro successo. Esiste il PIL della felicità, fatevi due conti.
  12. Datevi del tu. Le aziende fanno parte della stessa collettività, è inutile continuare a ragionare per compartimenti stagni.
  13. Se vi state chiedendo cos’è l’equità, forse avete sbagliato mestiere o siete semplicemente in ritardo. Ma non c’è più tempo.

  14. Le questioni di genere non sono una bandiera e i diritti LGBTQ+ non sono un accessorio da sfoggiare.
  15. Non vi è chiaro? Parità di genere = parità di doveri = parità di riconoscimenti.
  16. Non tirate in ballo l’inclusività solo per la vostra reputazione, la differenza acquisisce valore solo se è ben rappresentata.
  17. Non è più il tempo del purché se ne parli, bisogna che se ne parli per ragioni credibili, pertinenti e rilevanti.
  18. Il traffico non è consenso: non siamo numeri, siamo individui. Le relazioni valgono più di milioni di view.
  19. Non siamo arrabbiati, siamo solo delusi.
  20. Non è sulle false promesse che si costruisce un rapporto duraturo. Provate con un patto sincero, se volete la nostra fiducia.
  21. Non confondete la fiducia con la fidelizzazione, perché non ci sarà difficile trovare qualcun altro.
  22. I racconti delle marche ci piacciono anche, ma abbiamo bisogno di sentir risuonare la verità. Non vendeteci i vostri bisogni, liberateci dai nostri.
  23. Ricordatevi che avete un peso: non siamo sulla luna! A ogni azione corrisponde una reazione, fare mercato vuol dire anche fare cultura.
  24. Avete mai pensato alla bellezza come strumento di marketing? La bellezza è coerenza, consapevolezza, curiosità, stupore, coinvolgimento. Mettetela nei vostri Powerpoint.
  25. Le aziende in grado di stare generosamente sul mercato saranno vincenti.
  26. Vi sembrerà impossibile, ma guadagneremo tutti: voi, noi e le generazioni che verranno.
  27. Supportate i valori che vi rispecchiano e rispettate quelli che non sentite vostri.
  28. Aderite alle nostre battaglie, se credete, ma non provate a strumentalizzarle. Non ce ne facciamo nulla del vostro sostegno interessato.

 

30. Scusateci, ora tocca a noi decidere le regole del gioco: la prima regola è che non si gioca più.  

 

Gli studenti della Scuola di Holden, autori del Newtrain Manifesto

Gli autori e le autrici del Newtrain Manifesto sono al primo anno del biennio Story Design della Scuola Holden.


Simone Aragona, Luisa Capuani, Clarissa Ciano, Francesco Chironna, Vittoria Duò, Ottavia Guidarini , Laura Izzo, Aurora Longo, Alice Nicolin, Antonella Raso, Giorgio Remuzzi, Chiara Sanvincenti, Alice Serrone, Mattia Tresoldi, Serena Vanzillotta, Luisa Zhou.


Tutor: Roberto Tucci


Fonte Paolo Iabichino su medium

Manuela Stefanelli
Imprenditrice, grafico pubblicitario, mamma di due bambini. Alla formazione umanistica unisce la passione per il digitale e per le arti grafiche. Appena laureata vince con lo Studio Viceversa il premio TP Emanuele Pirella per la Basilicata, con la campagna INAIL “La Protezione è naturale”. Oggi cura la brand identity di Bcc Basilicata, il credito cooperativo più grande della regione. È co-founder di Universosud, la società proprietaria di Comincenter

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