Recovery Fund: La fuga di notizie dalle stanze del Governo

Pubblicato l’elenco dei progetti italiani che entreranno nel Recovery Plan. Fuga di notizie danno di reputazione e irritazione del Ministro degli Affari Europei Enzo Amendola.

Da questa estate, passato il moto di soddisfazione per la forte percentuale ottenuta dal nostro Paese sui fondi disponibili per il cosiddetto Recovery Fund, ribattezzato proprio da quel Consiglio Europeo così teso e dibattuto in “Next Generation Eu”, ci si è interrogati su come allocare le risorse e su quali progetti elaborati dal Governo e dai singoli Ministeri puntare.

Sappiamo che le proposte per i fondi, che diventeranno operativi dal 2021, possono cominciare ad essere presentati dai Governi il prossimo 15 ottobre e il Governo italiano ha dichiarato per mezzo del presidente del Consiglio che vuole giungere al 15 ottobre avendo già preparato il suo Piano Nazionale di ripresa e resilienza ,tanto che già prima della pausa estiva, all’8 di agosto scorso, aveva richiesto e si era atto consegnare dai singoli Ministeri schede riassuntive degli impegni che si vogliono prendere.

Alcune schede sembra siano esaustive e dettagliate, frutto anche di progetti  già pronti da tempo, spesso rimandati nel passato, altre invece sono più generiche e si basano su indicazioni di massima che dovranno essere approfondite e specificate.

Lo svuota cassetti e la fuga dei progetti dalle stanze del Governo, problema di Reputazione?

Riportiamo la dichiarazione del Ministro degli Affari Europei Enzo Amendola. «Ci sono funzionari del governo e degli enti territoriali che sul Recovery Fund stanno lavorando a testa bassa da luglio, che hanno anche saltato le ferie per avviare la messa a punto dei progetti. Mi fa arrabbiare che qualche furbone faccia uscire carte superate da almeno 30 giorni. Ci vuole serietà per questo, d’accordo con il presidente del Consiglio, ho deciso di denunciare alla Procura della Repubblica l’ultima fuga di notizie. Naturalmente nel pieno rispetto del lavoro dei giornalisti che, cercando informazioni, fanno il loro mestiere».

Il coordinatore del comitato interministeriale che lavora al Recovery Plan del nostro Paese non ha gradito la fuoriuscita di una bozza con centinaia di programmi, per un ammontare complessivo di 677 miliardi a fronte dei 209 a cui l’Italia dovrebbe avere diritto. Idee più o meno nuove su una serie diversissima di temi, che agli occhi del ministro contrastano però con l’esigenza di concentrare le risorse su poche priorità ben definite.

Quali Progetti presentare all’Unione Europea?

I piani di risanamento e di resilienza devono soddisfare diversi criteri, tra cui quello di contribuire in modo significativo alle transizioni verde e digitale e rispettare il principio “non nuocere” all’ambiente al fine di garantire che le economie degli Stati membri emergano più resistenti da questa crisi e sostenibili. Gli obiettivi climatici e ambientali saranno presi in considerazione da diverse prospettive nella valutazione dei piani nazionali, inclusa la dimensione giusta ed equa di tali transizioni. Questi sono stabiliti nei criteri e nella metodologia di valutazione che accompagna la proposta della Commissione per il regolamento RRF:

1.In primo luogo, la Commissione esaminerà la compatibilità del RRP con le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese o in altri documenti pertinenti adottati ufficialmente dalla Commissione nel semestre europeo, che già tengono conto delle preoccupazioni in termini di verde e digitale.

2.In secondo luogo, la Commissione esaminerà in particolare se il piano contiene misure che contribuiscono efficacemente alle transizioni verdi e digitali o per affrontare le sfide che ne derivano. Il Consiglio europeo ha convenuto di fissare un obiettivo per il clima del 30% per il QFP globale e l’Unione europea di prossima generazione. Ciò richiederà la fissazione di obiettivi adeguati negli strumenti settoriali pertinenti, anche per il meccanismo di recupero e resilienza. Sono in corso lavori per quantificare l’obiettivo adeguato per la RRF, che probabilmente supererà il 35%.

LA VALUTAZIONE SULLA PERTINENZA DEI PROGETTI ITALIANI

I progetti da presentare all’Unione europea non possono essere come quelli pubblicati dalle testate giornalistiche perché non in linea con le linee guida europea: parliamo di economia sostenibile, di digitalizzazione. “E’ impensabile affrontare queste sfide del futuro con idee concepite magari cinque anni fa. È cambiato il mondo, nel frattempo.” afferma sempre il Ministro Amendola.

Abbiamo intrapreso il dialogo con Regioni, Comuni e Province in maniera continua. Inoltre stiamo coinvolgendo il mondo produttivo perché non ci sarà solo un incremento degli investimenti pubblici, ma anche una spinta a quelli privati. I grandi temi sono la transizione ecologica, quella digitale, l’inclusione sociale. Dobbiamo innovare e correggere le storture del passato: green significa porre fine, per esempio, a sprechi come quello dell’acqua pubblica. Gli investimenti sul digitale devono riguardare tanto la pubblica amministrazione quanto le imprese. Vanno mobilitate le energie private» conclude Amendola.

La domanda spontanea è se poteva evitare la fuga delle notizie? Forse si, ma in clima di campagna elettorale per le regionali oltre alle inchieste giudiziarie, gli spifferi su un tema così rilevante erano troppo ghiotti per non approfittare della buona lena di qualche gola profonda. La reputazione del Governo, già messa a dura prova dalle fibrillazioni politiche tra M5S e PD non ne esce benissimo.

Francesco Blasi
Creativo virale, appassionato di nuove tecnologie, social media e giornalismo. Laureato in Scienze della Comunicazione sociale, ha conseguito due Master in “Public & Parliamentary Affairs” e “Progettazione e Comunicazione per i Patrimoni Culturali”. Docente, formatore e consulente di aziende ed enti, progettista culturale, Communication manager. Ha fondato la web & communication agency Sud’Altro Consulting di cui è amministratore e la Sofware Agency Creativa a Potenza. E’ stato membro del consiglio di Amministrazione della Società Consortile RIISI. Dal 2018 ha lavorato presso la Fondazione Matera-Basilicata 2019 come Coordinatore della Comunicazione Visiva aiutando a sviluppare la comunicazione di tutti gli eventi dell’anno di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura. Consulente ICT della Direzione Regionale Musei Basilicata Consulente e Responsabile per la Comunicazione del Gruppo Meridiana Italia, di HCM srl, di RCPolizza.it, di società ed Enti pubblici. È giornalista pubblicista, è stato Co-Direttore della testata periodica “X100 Magazine”, autore della pubblicazione e dell’itinerario culturale “Sulle Tracce di Francois Lenormant- Taccuino di Viaggio”. È impegnato nel mondo dell’associazionismo, promotore e coordinatore di progetti didattici. Ha ricoperto il ruolo di referente della Comunicazione Nazionale presso l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO.

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