Reputazione aziendale e Coronavirus: passi per minimizzare gli impatti negativi

Come è cambiata la reputazione aziendale nell’epoca del Coronavirus?

La reputazione aziendale non è esente dagli impatti del coronavirus. All’inizio del 2020, il mondo è stato stravolto dal coronavirus. Inizialmente limitato a una sola parte del mondo, da allora si è rapidamente espanso fino a diventare una crisi globale. Molti di noi (lo confesso, anche io) ne avevano sottostimato sia la pericolosità che la possibilità che potesse arrivare anche qui in Europa e in Italia. Nel mezzo di tutto ciò, le società, le imprese e i marchi si trovano a dover comunicare efficacemente con il pubblico in merito alle misure sanitarie e al modo in cui i prodotti e i servizi potrebbero essere influenzati dal epidemia.

Il binomio reputazione aziendale e coronavirus a livello globale è portatore di un impatto negativo che rimane ancora poco chiaro. Tuttavia, il suo effetto destabilizzante è stato fin troppo evidente, in particolare nei settori della sanità pubblica e sui mercati globali.

Eventi importanti come questo hanno il potenziale per rimodellare la percezione del pubblico in molti settori della società, dalle organizzazioni governative e sanitarie, alle società e alle imprese. In larga misura, non esiste alcun modo per controllare eventi o risultati che possono derivare da una grave crisi sanitaria come il coronavirus. Detto questo, ci sono alcuni passi che i marchi e le aziende possono adottare per mitigare il potenziale impatto sulla loro reputazione, il tutto privilegiando la salute pubblica e la sicurezza.

Date tutte le incognite attuali, i marchi e le società devono prendere in considerazione diversi scenari mentre pianificano le settimane e i mesi a venire. Alcune domande chiave da considerare per il futuro: “Cosa stiamo facendo che potrebbe essere visto come non” fare abbastanza “per mitigare o prevenire la diffusione del virus?” Un’altra domanda: “Stiamo facendo qualcosa che potrebbe essere attivamente dannoso per la salute e la sicurezza pubblica?

Comprensione della percezione pubblica del coronavirus

Considerando quanto velocemente si stanno evolvendo le notizie sul coronavirus, comprendere i cambiamenti nella percezione pubblica del virus è di fondamentale importanza. I marchi e le società che cercano di proteggere la salute pubblica, o anche PMI di settori differenti cercano di proteggere  gli interessi dei loro dipendenti e la redditività delle loro imprese.

Aspettative pubbliche durante le pandemie globali

«L’analisi conferma una leadership riconosciuta, dalla maggioranza degli Italiani, alle aziende che si sono mosse meglio delle Istituzioni nella gestione di questa crisi senza precedenti», afferma Alessandro Detto, Senior Vice President Reputation Institute Italy and Switzerland che di recente hanno pubblicato  uno studio che ha misurato la reputazione delle imprese durante il Covid 19.

Innanzitutto, la maggior parte dei cittadini italiani crede che il coronavirus sia una minaccia globale e nazionale, ma è meno probabile che lo considerino una minaccia personale.

Alcune buone notizie per le imprese in mezzo a tutte le incertezze:

«L’analisi conferma una leadership riconosciuta, dalla maggioranza degli Italiani, alle aziende che si sono mosse meglio delle Istituzioni nella gestione di questa crisi senza precedenti», afferma Alessandro Detto, Senior Vice President Reputation Institute Italy and Switzerland. «Molte imprese si sono dimostrate determinanti nella definizione delle politiche per mettere in sicurezza le persone (dipendenti e clienti in primis), oltre a supportare la gestione dell’emergenza sanitaria con donazioni e mettendo a disposizione della collettività le proprie competenze. Un ruolo che ha rinforzato la reputazione delle aziende e che deve favorire, fin da ora, la convergenza fra le progettualità proposte dal privato e le finalità delle Istituzioni pubbliche, con l’obiettivo comune di far ripartire l’economia nazionale».

Fonte sole24ore

L’analisi di Reputation Institute rivela come, per la reputazione di una azienda, nel primo trimestre 2020 sia diventata prioritaria l’attenzione al workplace, al benessere dei dipendenti, che nel periodo gennaio-marzo cresce del 2,5%, mentre la dimensione legata ai prodotti scende del 4%.

Cosa si può fare?

Date tutte le incognite nell’ambiente attuale, può essere difficile prepararsi a tutti gli scenari possibili. Detto questo, ci sono alcuni passi concreti che possono essere presi per minimizzare i risultati negativi, sia per la salute pubblica che per la reputazione aziendale.

  1. Innanzitutto, combattere la disinformazione

Uno dei maggiori pericoli nella nostra era digitale è la diffusione della disinformazione. Come sottolineato dall’indagine manipolata sulla birra Corona, è fin troppo facile che informazioni false, ma appariscenti, si diffondano come un incendio online se cattura l’immaginazione del pubblico. Qualsiasi organizzazione con presenza digitale deve essere vigile per correggere o ridurre la disinformazione o le teorie della cospirazione sul coronavirus o per avviare procedure che non servono: e di pochi giorni fa una direttiva che spiegava bene come e quando ad esempio vanno previste le “sanificazioni” degli ambienti e di come tante aziende pseudo certificate spingessero e costruissero messaggi allarmanti per far corre tutti ad una sanificazione generale.

Le piattaforme di social media, come Twitter e Facebook, hanno preso provvedimenti per limitare la diffusione della disinformazione. Ciò include post destinati a vendere prodotti fasulli che pretendono di curare o curare il coronavirus, o post sensazionalizzati intesi a indirizzare il traffico verso siti Web in preda alle paure del pubblico.

  1. Comprendi il profilo di rischio del tuo marchio

Nell’attuale contesto, è fondamentale effettuare una valutazione dall’alto verso il basso dei rischi potenziali. Comprendendo come la tua organizzazione contribuisce alle più ampie piattaforme di condivisione di informazioni e salute pubblica, un’azienda può prendere provvedimenti per ridurre al minimo la crisi.

  1. Comunicazione aperta e coerente

La trasparenza è cruciale nell’ambiente attuale. La diffusione della disinformazione non solo è potenzialmente dannosa per la salute pubblica, ma può anche danneggiare la fiducia dei consumatori. I marchi intelligenti capiranno che è meglio comunicare in modo proattivo con tutte le parti interessate, sia internamente che esternamente. Alcune aree da considerare per il futuro:

(a) Preparare un piano di comunicazioni

(b) Elaborare e diffondere dichiarazioni tempestive e pertinenti da parte dei leader aziendali sulla crisi agli stakeholder interni ed esterni

  1. Sapere quali sono le aspettative del pubblico e dei dipendenti

È fondamentale rimanere informati mentre la situazione continua a evolversi e, con essa, la percezione pubblica: è importante fare un monitoraggio dei social media, per rimanere in contatto con ciò che il pubblico pensa e dice del virus.

 

 

Share This

Copy Link to Clipboard

Copy